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Sull'utilizzo dei Cdr alla centrale Eta non tutti la pensano allo stesso modo
CUTRO - "Il Cdr è il petrolio del futuro, presto sarà quotato in borsa, se lo tengono tutti caro caro". Ha risposto con queste parole il sindaco di Cutro, Francesco Sulla, quando al congresso dei Ds è stato sollevato il problema del combustibile da rifiuti che dovrebbe alimentare la centrale biomasse Eta Marcegaglia.
A chiedere ufficialmente che il partito si pronunciasse in materia sono stati i segretari dei Verdi e di Rifondazione comunista, Squillace e Balduino, che fin dal principio hanno assunto una posizione contraria al conferimento di Cdr nella centrale di Cutro.
Ma tra i Ds non la pensano tutti come il sindaco. Il dirigente diessino Antonio Pucci, agronomo, si è detto contrario al Cdr sia per la sua formazione culturale che per quella professionale, sostenendo che il mare e l'aria sono le due prerogative migliori del territorio e non si può autorizzare il loro inquinamento volontario.
"Il Cdr non mi convince — ha detto anche l'ex senatore Maurizio Mesoraca (nella foto), dirigente provinciale dei Ds. "Dico tre volte no, perché non è quello di cui ha bisogno Cutro: sembra proprio che nel nostro territorio si voglia posizionare ciò che non può essere collocato altrove".
Il primo cittadino, invece, si è detto contrario ai pregiudizi ricordando l'istituzione di un apposito gruppo di lavoro formato da rappresentanti di forze politiche e sociali: "Se non ci sono danni per il territorio non avremo tentennamenti a dire sì". E poi ancora: "Cutro non ha nulla da imparare in materia ambientale; è l'unico Comune della provincia che ha ricevuto finanziamenti per una Agenda 21 locale, destinata ad un monitoraggio ambientale complessivo"....
Sul Cdr si è espresso infine il presidente Iritale, "contrario a rendere settoriale la discussione sullo sviluppo": "Se ci sono gli adeguati controlli, e la Provincia ha investito oltre 200 mila euro per controllare, il Cdr si può bruciare".
(g.Iip.)
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