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Cutro. il gruppo di lavoro sul Cdr ha visitato l'impianto termoelettrico. Consegnato un dossier sulle tecnologie utilizzate.
CUTRO - Il gruppo di lavoro sul Cdr mercoledì scorso, 3 novembre, si è recato in visita presso la centrale termoelettrica dell'azienda Eta Marcegaglia per approfondire la conoscenza dell'argomento e visionare direttamente i sistemi di controllo e le previsioni di impatto ambientale, così come vengono presentati e prospettati dall'imprenditore.
Per guidare il tour della commissione (istituita dall'Amministrazione comunale e contenente rappresentanze di partiti politici e forze sociali per valutare la possibilità di conferire combustibile derivato da rifiuti nella centrale di Cutro) c'era l'amministratore delegato dell'azienda, Roberto Garavaglia, che ha consegnato un ricco dossier sulla descrizione del funzionamento e le valutazioni ambientali della centrale.
All'equipe di lavoro hanno preso parte il sindaco di Cutro, Francesco Sulla, gli assessori comunale e provinciale all'Ambiente, Domenico Sestito e Francesco Samà, e i delegati di Ds, Margherita, Udeur, Rifondazione comunista, Forza Italia, Udc, Nuovo Psi, Sinistra giovanile, Wwf, gruppo di minoranza in Consiglio comunale e Consulta giovanile.
La delegazione si è riunita nel reparto dirigenziale del-l'azienda dove lo stesso Garavaglia ha ribadito che la centrale termoelettrica è nata, in seguito alla richiesta effettuata tra il 1997 e il '98, come impianto per la produzione di energia da biomasse.
La richiesta di bruciare Cdr è stata fatta soltanto nel 2002, e nell'agosto del 2003 c'è stata la regolare iscrizione al registro delle azienda autorizzate (effettuata dall'Amministrazione provinciale). Ma "dall'agosto 2003 - ha sottolineato Garavaglia - non abbiamo bruciato un solo grammo di materiale che non fosse biomassa vegetale". Le intenzioni dell'azienda sono quelle di dare vita a delle "prove di funzionamento e di compatibilità tecnologica tra biomasse di origine essenzialmente forestale ed una frazione di Cdr", materiale attualmente prodotto dagli impianti di selezione di Lamezia Terme.
Si tratterebbe, sempre secondo le assicurazioni dell'azienda, di una co-combustione per circa 20,5 tonnellate al giorno (19,5 di biomasse e 1 di Cdr) per un periodo di sei mesi.
Al gruppo di lavoro che, nel giro di pochi mesi, dovrà esprimere una valutazione positiva o meno sulla possibilità di bruciare Cdr a Cutro, è stato offerto un saggio tecnico, correlato da una documentazione, sulla composizione del Cdr, le emissioni della centrale, le tecnologie adoperate, le modalità di depurazione dei fumi, il sistema di analisi, eccetera. L'azienda ha dimostrato anche di aver effettuato degli studi sulla dispersione atmosferica dei fumi attraverso un'analisi dei venti.
La commissione ha, infine, visitato da vicino l'impianto, l'attigua area di stoccaggio della Fuelco Uno srl e le sale di controllo, stabilendo nel proprio itinerario una visita alla centrale termoelettrica di Massafra (Taranto), dove la Marcegaglia effettua esclusivamente combustione di Cdr.
GAETANO LIPEROTI
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