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Fonte: Il Crotonese, del 14/09/2004 Categoria: Biomasse

La provincia della monnezza. Cutro, la centrale biomasse diventa termovalorizzatore

A Cutro, nell'impianto Eta, verrà bruciato il Cdr (Combustibile da rifiuti) prodotto negli impianti di selezione rsu e valorizzazione della raccolta differenziata di Lamezia Terme e Catanzaro. Lo apprendiamo da una comunicazione del responsabile crotonese del Wwf, Paolo Asteriti. Notizia che trova la conferma nel Bollettino ufficiale della Calabria del 31 luglio scorso, come segnalato dallo stesso Asteriti che ringraziamo, essendo sfuggita la notizia alla nostra pur attenta lettura del Bur, forse perché sotto il titolo "Servizio trasporto Cdr nel territorio della Regione Calabria" non avremmo mai immaginato che si potesse celare la trasformazione di una centrale a biomasse in un termovalorizzatore.

Con ordinanza del 18 maggio 2004 n. 2984, Il Commissario delegato per l'emergenza rifiuti nel territorio della Regione Calabria (leggi presidente della Regione, on. Giuseppe Chiaravalloti) "dispone - si legge a pagina 14.336 - di conferire presso la centrale termoelettrica di Cutro (Kr), nei quantitativi, modalità e specifiche richieste della società proprietaria dell'impianto, Eta srl di Lainate Milano, il Cdr prodotto presso gli impianti del sistema integrato di smaltimento rifiuti della Regione Calabria, per un periodo di sei mesi, nelle more dell'attivazione del termovalorizzatore di detto sistema".

In sintesi, il Cdr prodotto negli impianti di separazione di Lamezia Terme e Catanzaro sarà bruciato nella centrale Cutro, meglio nota come centrale Marcegaglia, perché il termovalorizzatore del sistema ancora è pronto. E forse non lo sarà mai, perché lì ed altrove, in Calabria, non vogliono i termovalorizzatori, così come non vogliono nemmeno le discariche autorizzate, mentre l'area di Crotone è stata avviata a diventare la "pattumiera" della regione.

Premesso che non si è pregiudizialmente ostili ai termovalorizzatori non sfugge però un dato, che la Regione, e per essa il Commissario delegato, dispone ed autorizza a portare tutto ciò che agli altri "fa schifo" nel territorio della provincia Crotone, senza che né le autorità locali né, tantomeno, le popolazioni interessate (queste, sì, chiamate a farsi carico delle altrui inadempienze) siano state in qualche modo informate. E sperabile che né il Comune li Cutro, nella cui giurisdizione ricade la centrale (oggi, di fatto, termovalorizzatore), né la Provincia di Crotone, che ha competenza in materia ambientale, fossero conoscenza questa trasformazione e, men che meno, l'abbiano in qualche modo accettata.

Eppure nei giorni scorsi qualche frammento di notizia era circolata, qualcuno ci aveva chiamato per sapere se eravamo a conoscenza che si stava costruendo un termovalorizzatore; la notizia, ovviamente, è risultata infondata, mentre nei fatti era vera ed autentica perché la trasformazione de centrale a biomasse in termovalorizzatore altro non è che cambio di utilizzazione del impianto. Una cosa, infatti è bruciare biomasse, altra bruciare Cdr, specie se prodotto da altri che non vogliono il termovalorizzatore laddove è stato previsto, che non è sicuramente Cutro.

Non è finita, poiché di fronte a questo blitz dobbiamo prendere, in considerazione, per forza di cose, anche la notizia che ci circola da un po' di tempo a questa parte, e cioè che il Commissario abbia intenzione di raddoppiare l'impianto di selezione Rsu e valorizzazione della raccolta differenziata di Ponticelli, destinato a selezionare, oltre ai rifiuti della nostra provincia, anche quelli della provincia di Cosenza perché da quelle parti non vogliono l'impianto.

Domenico Napolitano

 

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